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Articolo di Ticinolibero sul Turismo

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«La lobby di albergatori e ristoratori a Berna non è abbastanza forte…»

Confronto sul turismo fra la candidata PLR Michela Ris e il candidato leghista Glen Brändli. Lei: «La legge sul Burqa allontanerà i turisti arabi». Lui: «No, in Francia esiste da anni e non ci sono ripercussioni».

ASCONA – Il turismo sta vivendo sulla propria pelle i riflessi del franco forte, ma presto sarà confrontato con un’opportunità come Alptransit. Per parlare del momento di un settore vitale per parecchie zone del Cantone, abbiamo interpellato Michela Ris e Glen Brändli, entrambi vicini alle tematica come figlia di albergatori la prima e come albergatore il secondo e coinvolti come politici: sono candidati al Consiglio nazionale rispettivamente per PLR e Lega del Ticinesi.

Il franco forte penalizza certamente il turismo, la politica, a livello federale, può fare qualcosa? Glen Brändli sostiene che «si poteva fare molto, però non è stato fatto nulla. Forse perché la lobby di albergatori e ristoratori a Berna non è abbastanza forte…». Cita, per esempio, la mozione del deputato UDC Freisinger aveva chiesto di poter dedurre dalle tasse il costo di vacanze trascorse in patria da parte degli svizzeri. «Perché è quello il nostro mercato principale. Purtroppo, è stata bocciata. Se compriamo carne italiana, dobbiamo pagare dazi, perché non fare qualcosa del genere anche per favorire il turismo? Oppure era stato proposto, sempre da Freisinger e poi da Cattaneo, di esentare almeno per un anno gli albergatori dal pagamento dell’IVA, è stata respinta anche questa idea».

Michela Ris è scettica su misure legislative. «Si deve soprattutto sostenere il turismo, puntando sulla qualità, in modo da compensa il cambio favorevole con un ottimo servizio. Il problema del cambio esiste, ci sono tanti bei posti vicino a noi che costano meno, e noi siamo svantaggiati. Dovremo valutare di rivedere i prezzi». Con una perdita, in ogni caso, per il settore… «sì, ma è peggio se le stanze restano vuote».

Alptransit potrà dare una mano a risollevare il settore, ma solo se sfruttato a dovere. A che punto è il Ticino? «Spero sia pronto, è un’occasione da non perdere, come capitato purtroppo con altre», sospira Michela Ris, riferendosi «alla questione di Expo: se fossimo andati compatti, l’avremmo potuto sfruttare in un altro modo. Auguriamoci che i collegamenti accessori ad Alptransit funzionino e che quindi non sia un’altra opportunità che ci lasciamo scappare».

«Sinceramente nessuno sa che cosa aspettarsi dall’apertura di Alptransit. Non abbiamo idea di come si comporterà il turista che viene col treno, se sarà solamente un turista di giornata oppure se addirittura, grazie alle distanze più corte, si possa fare concorrenza a destinazioni low cost come la Turchia. Potremo valutare sei mesi dopo l’apertura», è invece l’opinione del candidato leghista.

Un altro ostacolo potrebbe essere le legge del burqa, che la commissione della Legislazione spinge per far entrare in vigore in fretta. Il turismo arabo è una buona fetta, racconta Ris, in Austria, in Svizzera non è ancora così importante. «Ma certamente quando la legge entrerà in vigore, quei turisti non verranno più, e oltre a quelli che rinunciano per l’euro, mancheranno anche questi». Eventualmente, si potrebbero introdurre delle eccezioni per le turiste? «C’è stata una votazione, per cui mi sembra molto difficile», afferma la candidata PLR.

Brädli sul tema non si preoccupa. «In Francia hanno introdotto il divieto di portare il burqa da anni e il turismo non ne ha risentito. Chi vuole vedere la Tour Eiffel o Nizza sa che deve adeguarsi. Noi abbiamo paura di perdere questa fetta perché per il Ticino è relativamente nuova, ed è una parte di clienti che spende molto. D’altronde, temiamo di perdere chiunque, visto il periodo: sono certo che dieci anni fa questa legge sarebbe stata applicata senza problemi e discussioni». Dunque, niente eccezioni. «Oltretutto, rappresenterebbero una discriminazione verso i residenti».

L’apertura prolungata dei negozi dovrebbe essere un aiuto. Brändli è favorevole, Ris anche e precisa che «quanto meno nei periodi di massima punta è necessario. E inoltre, essendo cambiata la società, per le donne che lavorano è difficile organizzarsi e fare la spesa… per quello molti vanno in Italia». Riguardo l’iniziativa dei Generazione Giovani, che chiede l’apertura dei bar fino alle 3 il venerdì e il sabato, entrambi si dicono nettamente favorevoli, ma con dei correttivi. «Magari non fino alle 3, perché si entrerebbe in concorrenza coi locali notturni», osserva Ris, mentre Brändli afferma che «tutti vogliono potersi divertire sino a tardi, ma nessuno vuole i bar e il rumore vicino a casa. Sarebbe importante trovare delle aree o dei quartieri industriali dove si potrebbero mettere dei locali senza disturbare abitazioni o alberghi».

“Dedurre dalle imposte l’importo delle vacanze agli svizzeri che le trascorrono in Patria”

Brändli: “incentiviamo i cittadini Elvetici a trascorrere le vacanze in patria”
Il tema del turismo in Svizzera e nel nostro Cantone è sempre un argomento molto discusso e molto problematico, specialmente considerata la concorrenza dall’estero.

Glen Brändli, candidato al Consiglio Nazionale per la Lega dei Ticinesi e titolare di un albergo ad Ascona, come valuta la situazione del turismo in Svizzera e in Ticino?
Molto difficile per gli operatori che mese dopo mese constatano un calo dei pernottamenti, mentre la ristorazione è confrontata con gli esercizi pubblici d’oltre confine.

Ritiene concorrenziale il settore alberghiero rispetto oltre confine?
Sì, il prezzo della camera e prima colazione non è molto distante dai prezzi italiani. Il vero problema è tutto il resto: i ristoranti, gli alimentari, lo shopping, lo svago, i mezzi di trasporto pubblici eccetera che sono nettamente superiori rispetto alla vicina penisola.

La politica quali misure potrebbe adottare per promuovere il settore?
Nel 2012 Freysinger, tramite una mozione, aveva proposto di concedere la deduzione fiscale ai cittadini Svizzeri che decidono di alloggiare in alberghi Elvetici, purtroppo è stata bocciata dal parlamento nel 2014. Un’altra valida proposta era il congelamento dell’iva per un anno a livello federale, anch’essa purtroppo è stata respinta dal parlamento nel 2012. Bisogna comprendere che a differenza del settore import-export, che tramite i dazi spinge il consumatore ad acquistare i prodotti locali, nel turismo non abbiamo alcun incentivo a spendere i soldi in patria.

Il Consiglio Federale si espresso contrario alla mozione Freysinger, motivandola sostanzialmente come “una misura poco consona all’obiettivo di rafforzamento del settore del turismo”. Cosa ne pensa delle argomentazioni del governo federale?
In altre situazioni avrebbero accettato e questa volta non l’hanno fatto, le argomentazioni non sono politicamente accettabili. Ad ogni modo, sono trascorsi quasi tre anni da queste motivazioni (07.11.2012), la situazione di allora era molto differente da adesso, considerato l’ennesimo crollo della moneta Europea e quindi con una situazione leggermente sopra la soglia di parità, questa misura andrebbe ripromossa sotto forma di clausola di urgenza.

Nicholas Marioli

Siamo a metà stagione turistica e i conti non tornano!

Con grande ottimismo abbiamo riaperto l’albergo in Marzo e con grande disappunto mese dopo mese vediamo un calo dei pernottamenti.
I quadri dell’Agenzia Ticinese per il Turismo (ATT, ex Ticino Turismo) e delle Organizzazioni Turistiche Regionali (OTR, ex enti turistici) giustificano la perdita di pernottamenti alberghieri con il tasso di cambio sfavorevole EUR-CHF (l’anno scorso il calo dei pernottamenti era dovuto al maltempo). A mio avviso questa non è la vera ragione del calo dei turisti in Ticino: i visitatori dell’eurozona che erano sensibili al tasso di cambio, hanno abbandonato il Ticino già qualche anno fa e non da quest’anno. Quando una persona va in vacanza, prima sceglie la meta, poi dove alloggiare, quindi una volta scelta la destinazione spulcia le recensioni delle strutture ricettive su siti come tripadvisor e holidaycheck per poi sceglierne una. Possiamo avere anche gli alberghi più belli al mondo a prezzi competitivi se però il turista non sceglie il Ticino per il proprio soggiorno tutto ciò non serve a nulla e vuol dire che noi sottostiamo alle recensioni dei nostri clienti. Per quanto riguarda la qualità delle promozioni e del marketing, chi controlla la loro efficienza? A me sembra troppo facile da parte delle organizzazioni turistiche (OTR e ATT) dire che una parte della colpa è delle strutture ricettive (in particolare gli alberghi di media grandezza come il nostro) perché non sono al passo con i tempi. Se noi perdiamo pernottamenti, se la domanda per la nostra destinazione diminuisce, non ne possiamo nulla, l’albergo non è la destinazione.
Da quando è cambiata la legge sul turismo, le OTR possono fare promozione e all’interno delle OTR si sono creati dei “direttori di marketing” con tanto di assistenti. Spero che questi siano in grado di creare una promozione più mirata ed efficiente verso il “target client” della regione e finalmente decidano di eliminare le sponsorizzazioni e pubblicità ad oltranza ad eventi di super nicchia che interessano solo una cerchia di persone molto ristretta e che non portano alcun pernottamento ne un indotto economico. Il finanziamento di questi eventi non permettono la visibilità e la crescita di altri eventi finanziati da privati (senza nessun aiuto dall’OTR) che però generano pernottamenti e un indotto economico nel luogo dove si svolgono; questa è un’assurdità. Mi chiedo anche dove siano le nuove offerte turistiche, sono 4-5 anni che non si propongono nuovi eventi, sarebbe ora di sviluppare nuove idee al passo con i tempi per rendere il Ticino più attrattivo e diversificato nelle sue proposte turistiche.
Non capisco come mai i quadri delle organizzazioni turistiche che scelgono le strategie e i mercati abbiano un salario fisso senza nessun riguardo ai pernottamenti che generano (o non generano) le loro campagne. A mio avviso il loro salario dovrebbe essere decisamente tagliato e il resto dovrebbe essere retribuito in base ai pernottamenti: se la stagione turistica va bene possono guadagnare anche più di adesso mentre se andasse male guadagnerebbero meno come tutti gli operatori del settore. Sembra una proposta un po’ radicale, ma non vedo perché il budget destinato all’ offerta turistica debba soffrire una riduzione per coprire i salari dei dirigenti che non raggiungono i traguardi per i quali sono pagati e sono responsabili. Negli ultimi 10 anni raramente c’è stato un incremento di pernottamenti nel nostro cantone, l’ATT e le OTR hanno giustificato questo incremento con le loro strategie precise, scelte dei mercati e segmenti azzeccati alla lettera. Invece, quando c’è stato un calo i fattori sono sempre stati esterni alle loro capacità (maltempo, code al Gottardo, il tasso di cambio, la crisi ecc.), ma queste sono delle costanti fisse per una destinazione come la nostra (destinazione a corta distanza e meteo dipendente), quindi se la stagione è andata bene è perché loro hanno lavorato in modo irreprensibile, se invece è andata male non ce ne possono nulla e non si assumono nessuna responsabilità.
Se questo cantone avesse accettato la votazione per la meritocrazia dei dipendenti pubblici, direi che se i quadri dell’ATT e delle OTR non mostrassero risultati positivi in un certo lasso di tempo andrebbero sostituiti (come l’allenatore di calcio), ma purtroppo quando c’è di mezzo lo stato e la politica le cose sono ben diverse dall’economia privata (anche se questi in parte sono finanziati dalle imprese private).

Glen Brändli
Albergatore e CC Ascona

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