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Interpellanza comunale sulla disposizione delle bandiere su Lungolago G. Motta

07.06.2013

Interpellanza Comunale

Concerne: ordine (sequenza) delle bandiere sul molo di piazzale Torre.

Lodevole Municipio di Ascona,

Sul molo di piazzale Torre ci sono 7 aste con bandiere ordinate in questa sequenza:Bandiere Ascona

1. bandiera: Comune di Ascona,
2. bandiera: Comunità Europea,
3. bandiera: Canton Ticino,
4. bandiera: Germania
5. bandiera: Austria
6. bandiera: Olanda
7. bandiera: Italia.

Volevo chiedere al municipio come mai la bandiera della Comunità Europea si trovasse prima di quella del nostro Cantone.

Non mi risulta che il nostro comune abbia aderito all’Unione Europea, e neppure che gli Asconesi o i Ticinesi abbiamo mai votato per l’adesione a quest’ultima.

La altre bandiere, quella Tedesca, Austriaca etc…immagino rispecchino le nazioni di maggior provenienza dei nostri ospiti.

Secondo le statistiche di pernottamento dell’Ente Turistico (per il nostro Comune) la sequenza corretta secondo i pernottamenti sarebbe: Germania, Olanda, Francia, Italia, Stati Uniti e Inghilterra.

Volevo gentilmente chiedere se il municipio ritenesse possibile l’eliminazione della bandiera della comunità Europea poiché non è uno Stato ma un’organizzazione economica (della quale non tutti i nostri ospiti ne sono entusiasti) e posare le seguenti bandiere: Comune di Ascona, Canton Ticino, Germania, Olanda, Francia, Italia e Regno Unito (quest’ultima meno controversa di quella Americana, anche se i pernottamenti degli americani nel nostro Comune sono maggiori a quelli dei turisti inglesi).
Se il municipio ritenesse assolutamente necessario mantenere la bandiera dell’Unione Europea, chiederei gentilmente se fosse possibile spostarla dopo quella del nostro Cantone, rendendo così perlomeno la sequenza geopoliticamente corretta.
Vogliate gradire, egregi Signori municipali, i miei più

Cordiali saluti

Glen Brändli

 

Interpellanza comunale Michele Barra

Gruppo LUI
Lega-UDC-Indipendenti
del Consiglio Comunale

Ascona, 09 dicembre 2013

Lodevole
Municipio di Ascona
6612 ASCONA

INTERPELLANZA

“ In ricordo del defunto CdS Michele Barra ”

Egregio Signor Sindaco,
Egregi Signori Municipali,

con la presente ci permettiamo chiedere all’esecutivo di dedicare una Via, un Viale oppure una Piazza del nostro Borgo in memoria del Consigliere di Stato Asconese, Michele Barra.

Con ogni ossequio

Per il gruppo LUI
Lega-UDC-Indipendenti
del Consiglio Comunale

 

Glen Brändli

Ignorare non é certo un buon servizio

La linea editoriale dei giornali indipendenti Ticinesi.

Lunedì sera ad Ascona si è tenuta la riunione del Consiglio Comunale, dopo vari interventi da parte di diversi consiglieri comunali, il messaggio municipale riguardante la regolamentazione delle insegne è stato ritirato dal Municipio.
I giornali “indipendenti” come la Regione ed il Corriere del Ticino hanno menzionato gli interventi da parte dei consiglieri comunali del PPD, PLR e dei Progressisti con tanto di presa di posizione a riguardo da parte del municipale promotore del regolamento.
Nella discussione del messaggio ho preso posizione parlando a nome del nostro gruppo (LUI – Lega UDC Indipendenti) chiedendo il ritiro dello stesso in quanto ritenuto fuorviante.
Un messaggio chiaro, conciso e diretto che però non ha trovato spazio sulle colonne di queste testate che hanno deciso di non pubblicare la nostra presa di posizione.
L’unico giornale che ha citato la nostra richiesta è stato il GdP.
Non mi meraviglia la “dimenticanza” del nostro intervento da parte del Corriere e della Regione dato che non hanno neanche pubblicato la nomina del nostro Presidente del CC Piergiorgio Fornera (Gruppo LUI) avvenuta il 16 di Giugno, preferendo invece riempire le proprie colonne con altri argomenti di quella seduta di CC che ritenevano più importanti.

Glen Brändli
CC Ascona Gruppo Lega/UDC/Indipendenti
CCAsconaGiornali GdPInsegne Ascona

Lettera a “Il Caffè” sul salario minimo che non pubblica

Egregio Signor Alaimo,

le scrivo perché desidero avere delle risposte a domande che mi sorgono leggendo il giornale del quale Lei è il direttore responsabile.

Premessa:

Gestisco un piccolo albergo di famiglia da 12 anni, negli ultimi anni la nostra categoria è sempre più sottoposta a nuovi leggi; sulle norme antincendio, sulla sicurezza (ascensori), sull’ambiente (caldaie, ecotassa), accesso ai disabili, eccetera eccetera, per le quali non esiste nessun sussidio.

In un periodo di “sana economia” questi adeguamenti non sarebbero un problema, oltre ai rinnovi e alle migliorie annuali necessarie per tenere lo stabile in ordine.
Purtroppo non viviamo esattamente in un boom turistico e queste imposizioni fanno fare quattro calcoli a tanti albergatori che valutano se “il santo vale la candela”.
Molti hanno già optato per trasformare i propri stabili in appartamenti.

Per quello che concerne i salari minimi nel ramo alberghiero (abbiamo un CCNL) sono aumentati del 35% dal 2001 (da CHF 2510.- a CHF 3407.- al mese per un collaboratore non qualificato), il 35% di aumento dei nostri costi non l’abbiamo potuto coprire con il prezzo della camera.
Alcuni si diranno che con CHF 2510.- al mese nessuno può (o poteva) vivere in Svizzera, ma ricordiamoci che fino al 2002 esisteva ancora lo statuto di stagionale.
Quindi queste persone nei mesi invernali (nel nostro caso) tornavano nel proprio paese e cambiando i Franchi svizzeri nella loro valuta (Lira italiana, Escudo portoghese , Kuna croata etc.) potevano vivere bene.
Tanto che molti dei nostri ex collaboratori nel tempo si sono potuti costruire la propria casa nel loro paese. Questo chiaramente prima dell’entrata in vigore dell’Euro.
Non è mai stato menzionato dai media che con l’abolizione dello statuto di stagionale molte persone che lavoravano per 8 mesi da noi e poi tornavano per 4 mesi nel proprio paese sono divenute dimoranti.
Che cosa ha questo comportato per un cantone la cui stagione turistica è circa da Marzo a Ottobre?
Che le persone che prima lavoravano da noi per 8 mesi e 4 li passavano nel proprio paese da allora vivono 12 mesi qui, 8 mesi lavorando e 4 mesi ricevendo il 70/80% del salario assicurato aumentando così il tasso (e i costi) della disoccupazione.
Sarei curioso di sapere quale altra nazione al mondo offre una simile condizione di lavoro.
Dal lato umano posso capire che per i lavoratori che venivano qui per 8 mesi (quindi lontani dalla famiglia) non era molto piacevole essere distanti dai propri cari, ma la famiglia stava bene (meglio) che se la persona interessata avesse avuto un lavoro nel proprio paese (altrimenti ci rimaneva).
Nessuno è mai stato forzato a venire a lavorare in Ticino!
Se io personalmente avessi una proposta di lavoro molto lucrativa in un altro paese per 8 mesi e decidessi di accettarla lo farei per il bene della mia famiglia, con i sacrifici che questo trasferimento comporterebbe.

Dopo la mia lunga premessa finalmente arrivo alle domande che desidero rivolgerle:

1. Il suo giornale a mio avviso sta facendo da tempo una propaganda (perfino in prima pagina) per il salario minimo di CHF 4000.-. Mi chiedo, se tutti sono coscienti dell’impatto che questa legge avrebbe sull’economia locale. Se la legge dovesse essere accettata, io personalmente considererei la trasformazione del nostro stabile in appartamenti, in quanto un’ulteriore aumento dei nostri costi fissi del 15% probabilmente non sarebbe più sostenibile, lasciando così a casa 7 collaboratori. Potrebbe biasimarmi?

2. Un mio amico nonché banchiere mi ha fatto un semplice esempio sullo sfruttamento del nostro stabile. Se il capitale investito sullo stesso fosse (diciamo pro forma) 1 Milione di CHF il rendimento del nostro investimento (senza salario minimo a CHF 4000.-), se lo gestissimo come albergo è tra il 5-7 % non garantito. Se lo trasformassimo in appartamenti avrebbe un reddito garantito tra il 10-12%! A questo punto mi chiedo: qualcuno nei nostri panni, cosa farebbe?

3. Nel suo giornale c’è anche la pagina di GastroTicino, con il soprattitolo “la ristorazione e l’albergheria” e qui non capisco più il mondo. Ovvero due dei settori che sono più a rischio se venisse accettata l’iniziativa sui salari minimi hanno pure una pagina nel suo giornale che fa propaganda per una legge nociva al settore! Sarebbe come se “Il Mattino della Domenica” avesse una pagina dedicata agli annunci di padroncini. Qualcuno me lo può spiegare?

4. Che stimolo darebbe un salario minimo di CHF 4000.- ai nostri giovani? Ovvero, molti si direbbero: “a cosa mi serve fare un apprendistato?” Anche senza qualifica con un lavoro qualsiasi prendo CHF 4000.- al mese e riesco a essere indipendente. Non rischiamo di andare incontro ad una “non qualifica” dei nostri giovani garantita da un salario minimo troppo alto?

5. Data la situazione dell’Europa attuale, dove i salari dei paesi circostanti sono:

Italia: nessun CCNL, ma salario minimo mensile circa Euro 1400.- al mese.

Germania: salario orario minimo EUR 8.00 all’ora.

Francia: 1430.- EUR al mese (con 35 ore di lavoro settimanali).

Austria: 1391.- EUR al mese.

A mio avviso fissare un salario minimo così alto alletterebbe ancor di più persone dall’estero a venire da noi e ad usufruire delle nostre prestazioni sociali dopo qualche mese di lavoro, è stato tenuto in considerazione questo possibile influsso sull’immigrazione?

6. l’articolo pubblicato domenica scorsa con il titolo “La fiscalità elvetica perde appeal” è stato quello che mi ha convinto a scriverle. Ho letto il testo e sinceramente non mi meraviglio che aziende internazionali spostino il proprio domicilio fiscale in Irlanda o altri paesi dove vi è una minor pressione fiscale. Ma scusi, le ditte non necessariamente spostano solo il proprio “domicilio fiscale” ma anche tutta la produzione e la gestione. Secondo lei per società di questo genere un’iniziativa sul salario minimo di CHF 4000.- ( EUR ca. 3330.-) è un incentivo? In Irlanda il salario minimo al mese è di EUR 1461.85! Ovvero meno della metà! Le multinazionali non valutano anche il “costo del lavoro” in una nazione prima di scegliere il luogo dove aprire le unità produttive?

Con questo concludo la mia serie di domande sul sostegno del suo giornale all’iniziativa, sono cosciente che la nostra categoria (albergatori) viene sempre definita come “quelli che piangono sempre”, come i contadini, ma a differenza dei contadini, noi, non siamo sussidiati e siamo sempre di meno (non solo a piangere).

Voglia gradire, egregio Signor Alaimo, i miei più

cordiali saluti,

Glen Brändli

Pagina de “Il Mattino Online”

SalarioMinimo

 

Diamo una mano ai grotti!

Quest’anno la stagione turistica purtroppo non sta andando per nulla nella direzione giusta, tra le diverse cause, in primis il cattivo tempo.
Il maltempo non è un incentivo per nessuno a fare escursioni e passeggiate nelle nostre valli e sulle nostre montagne.
Se i ristoranti nelle destinazioni più note, che offrono una possibilità di svago per il brutto tempo se la caveranno “con un occhio blu”, per i grotti la situazione è assai più complicata.
I grotti si sa, sono mete di gite, un luogo dove sfuggire dalla calura e dall’afa estiva, siccome quest’anno, l’estate non c’è (ancora?) stata e di escursionisti con l’ombrello non se ne vedono, è facile intuire che per loro sarà un anno da dimenticare.
Per molti la clientela d’oltralpe è molto importante e se questi mancano la situazione diventa a rischio, perché quindi non sostenerli attivamente noi ticinesi?
Ritengo che i grotti facciano parte della tradizione (non solo culinaria) del nostro cantone e sarebbe peccato se alcuni l’anno prossimo non aprissero più!
Penso in particolare che i grotti più discosti, quelli non direttamente raggiungibili in macchina, siano quelli a soffrire di più. Perché non organizzare la prossima cena, in famiglia, tra amici o aziendale presso questi locali tipici?
A mio parere sarebbe un bel gesto in sostegno di una categoria tradizionale e nostrana e sono sicuro i gerenti apprezzerebbero la vostra visita.
Prima di andarci, consiglierei di chiamarli per vedere se sono aperti e prenotare.
DiamounamanoaiGrotti
Glen Brändli
CC Ascona